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mercoledì, Giugno 29, 2022

“Madres Paralelas”, alle radici della brutalità del franchismo

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di Laura Salvioli

Dal titolo ci si aspetterebbe un film totalmente diverso incentrato sulla storia di due madri ma Almodovar va oltre e ci regala un film che parla delle radici del popolo spagnolo e di tutti noi e dell’importanza di tutelare il passato. A 70 anni compiuti il regista spagnolo non smette di stupirci ed, anzi, si reinventa affrontando un tema storico e radicato come la riapertura delle fosse comuni dove molti cittadini spagnoli sono stati seppelliti dopo le brutali fucilazioni avvenute durante il franchismo. Ma questa tematica così profonda e interessante viene trattata squisitamente attraverso i suoi occhi quindi, troviamo una storia molto al femminile e tanti scorci della sua amata e direi venerata Madrid. Ho trovato stupendi i dettagli di cibo spagnolo presenti in varie scene: totillas di patate, prosciutto intero in cucina da tagliare a mano e cialde e liquori artigianali offerti nelle varie case del paese di origine della protagonista. Tutti dettagli che fanno sentire l’amore sincero che Pedro ha per la sua terra per le sue radici. Per non parlare poi della bellezza estetica del film in sé, la fotografia i dettagli di porte e finestre che il regista usa spesso nelle sue pellicole come a voler mettere sempre in contatto il fuori col dentro. Ed in questo caso non solo fuori e dentro ma anche il passato ed il presente sono in comunicazione in uno scambio continuo. Una generazione che aiuta l’altra come le due madri si aiutano tra di loro fino alla fine, nonostante non si conoscano a fondo, così le generazioni presenti devono aiutare le passate a ritrovarsi.

Il senso ultimo che lascia il film è un idea di coesione, collaborazione, le madri parallele si aiutano tra di loro e poi tutto il paese di origine della protagonista contribuisce con ricordi e racconti a dare delle informazioni utili allo scavo archeologico. E sono emozionanti sul finale le scene di scavo vere e proprio che sottolineano la cura con cui gli archeologi riportano alla luce i resti custoditi nelle fosse. I dettagli della terra che viene setacciata fino all’ultimo granello come a non voler perdere nulla, neanche il più piccolo sasso di quella terra da cui veniamo.

Alla fine credo che il titolo voglia solo sottolineare come l’origine di tutto è donna e come anche in questo caso sia una donna a riportare alla luce un passato che ci aiuta a vedere chiaro e a vivere con consapevolezza il presente.

 

(14 novembre 2021)

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