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martedì, Aprile 16, 2024

IV edizione del Festival del Cinema Tedesco di Roma: “Falling Into Place” di Aylin Tezel

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di Alessandro Paesano

Falling Into Place (Germania, 2023) film d’esordio alla regia di Aylin Tezel attrice molto nota in patria, ha aperto la IV edizione del Festival del Cinema Tedesco di Roma organizzato da German Films, il centro nazionale di informazione e consulenza per la promozione dei film tedeschi nel mondo, in collaborazione con il Goethe-Institut e l’Ambasciata della Repubblica di Germania a Roma.

Il film rientra nel filone sentimentale dell’incontro casuale tra due personaggi entrambi presenti in un luogo che non è quello abituale dove vivono. Kira e Ian sono due anime solitarie e diversamente sofferenti, che flirtano mentre sono in visita per motivi diversi nell’isola di Skye, in Scozia.

Lasciando al pubblico il gusto di scoprire se il loro incontro porterà a un lieto fine oppure no, ci perde sottolineare come il film sia interessante per la sensibilità psicologica con cui Tezel, che interpreta Kira e firma oltre alla regia anche la sceneggiatura, descrive i suoi personaggi, alle prese con un passato abbandonico (un ex per Kira, la sorella con turbe suicide per Ian)  e una difficoltà nel gestire relazioni e sentimenti (i cui tentativi di soluzione non sono quelli superficiale e immaturi “adolescenziali” comune a molti personaggi di tanti film di oggi) ma seguono una ricerca adulta, rimanendo cioè nel qui e or senza fughe impossibili in un privato utopico e inesistente. A modo loro Ian e Kiraaffrontano i propri problemi e il dolore che ne deriva imparando a crescere e a prendersi cura di sé. E la soluzione trova strade diverse oltre quelle del privato affettivo e relazionale assestandosi su una realizzazione professionale la musica per Ian, la scenografia teatrale per Kira.

Per la capacità che il film ha di cogliere le vite di entrambi i personaggi senza trascurane alcun aspetto ci sembra più che ingiusto il giudizio di “storia convenzionale” con cui il film è stato liquidato sulle pagine di Cineuropa.

Pur inserendosi in un filone subito identificabile Falling In Place sa stagliarsi con un profilo unico e inconfondibile scevra anche da alcuna differenza di genere sulla prevalenza tra lacarriora e la vita sentimentale normalmente differenziata (carriera per lui vita sentimentale per lei).

Molto belli i dipinti realizzati da Kira (che ritraggono Ian) che tiene una sua personale in una galleria di Londra che sono di Coll Hamilton un artista di Glasgow.

Il film è interessante anche nella sua struttura narrativa che, pur rimanendo un film di finzione senza aspetti “sperimentali” sviluppa il racconto facendo un uso discreto ma sostanzioso di uno sviluppo narrativo non lineare, che anticipa e ripropone situazioni momenti significativi d elle vite di entrambi i personaggi, ritornandoci più volte durante il film permettendo al pubblico ogni volta di apprezzare quel momento o quel dettaglio con una informazione in più, un punto d vita diverso, per culla ripetizione acuita comunque le sembianze del momento unico, irripetibile, nuovo per il quale il pubblico è chiamato a fornire una interpretazione personale.

Anche la colonna sonora è notevole, sia i brani musicali che costellano il film sia l’uso espressivo del sonoro come alcune soggettive sonore che ci mostrano il punto di vista sonoro della protagonista quando è sotto tensione sorda al rumore dell’ambiente che la circonda e tutta concentrata su un suo sentire interiore, personale e altro, restituito dal film anche per il pubblico che loved che sente quello che sente lei secondo uno stilema caro al cinema ma molto poco frequentato nella contemporaneità.

Insomma Falling Into Place si caratterizza come un film che ha tutte le carte per aprire la quarta edizione del Festival. L’unico rammarico è la proiezione del 15 marzo cui abbiamo assistito, che è doppiata in tedesco (mentre il film è originariamente recitato in inglese) che toglie molta spontaneità ai personaggi perché solamente la presa diretta sa restituire la spontaneità alla voce degli e delle interpreti mentre l’asetticità dello studio di doppiaggio  rende le voci sempre falsa e troppo impostate.

Questo non inficia l’apprezzamento per un festival che permette di avere uno sguardo sui film che sono programmati oggi nelle sale cinematografiche tedesche in un periodo storico in cui la regolare distribuzione nostrana diserta le file di un cinema che, dai film programmati al festival, sembra essere in buona salute e capace di dire e dare molto al pubblico fortunato che ha la possibilità di assistervi.

 

 

(17 marzo 2024)

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