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giovedì, Agosto 18, 2022

“Esterno Notte”, prima al cinema poi in televisione. L’importante è non perderlo

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di Laura Salvioli
Questa docu-serie di Marco Bellocchio è stata presentata al Festival di Cannes ed è poi uscita nelle sale divisa in due parti per poi andare in onda sulla Rai in autunno. Il percorso dell’opera è quindi molto particolare, ma ci fa capire come le serie tv siano ormai il nuovo cinema, addirittura presentate a Cannes e prima in uscita nelle sale che in tv. Dopo “il traditore” film sulla via Buscetta che ha riscosso molto successo, a mio parere meritatissimo, Bellocchio si cimenta con un film che racconta un’altra delle pagine più oscure della nostra storia, il rapimento e la morte di Aldo Moro. La vicenda viene raccontata da vari punti di vista: quello della famiglia del politico, quello delle brigate rosse, quello della Democrazia Cristiana.
Quello che nasce in noi quando si raccontano storie note di cui già si conosce il triste epilogo è la voglia di intervenire e cambiare le cose; anche se sappiamo benissimo di non poterlo, fare vorremmo entrare nello schermo ed impedire che i fatti si sviluppino inesorabilmente. Tutto inizia, infatti, con una scena che sappiamo tutti non essere mai avvenuta, con un Aldo Moro vivo e Andreotti, Cossiga e Zaccagnini al suo capezzale come tre uccelli del malaugurio. La scelta degli attori è strabiliante sia per le capacità recitative che per la somiglianza in alcuni casi, le musiche trascinanti e lo sviluppo della storia, caratterizzato da analisi fatte da punti di vista diversi, approfondito ma mai scontata. Bellocchio non si risparmia con nessuno, a mio parere, non si lascia prendere da facili discorsi retorici nel descrivere sia la DC che le Brigate Rosse che la famiglia Moro, costruendo dei personaggi realistici che si lasciano odiare o amare a seconda dei casi. Nonostante questo, il regista esprime, comunque, un suo parere sulla vicenda ma non lo fa in maniera preponderante in modo da lasciare al film una rappresentazione obiettiva dei fatti. Per noi che siamo giovani e non abbiamo vissuto quegli anni immaginare il clima di terrore che si respirava non è possibile se non grazie a film come questo che ci restituiscono tutta la violenza e la paura degli anni di piombo. Moro fu una vittima sacrificale lasciata morire sotto gli occhi inermi della sua famiglia e di un intero paese, fervente sostenitore di una intesa sempre maggiore con il PCI che non era gradita né al PCI né al suo stesso partito.
Moro voleva veramente cambiare le cose e sapeva benissimo che in un sistema proporzionale e bicamerale come il nostro lo si poteva, e lo si può fare, solo con delle larghe intese. Non sapremo mai come sono effettivamente andate le cose ed il film in questione non cerca di dare risposte, tuttavia, vi consiglio di vederlo vista la capacità di dare un ottimo spaccato dell’epoca e della vicenda senza perdere l’occasione di realizzare un’ottima pellicola.

 

(26 luglio 2022)

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