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domenica, Maggio 19, 2024

“Beef. Lo Scontro”. Un’abito action per una serie introspettiva

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di Laura Salvioli
Questa serie Netflix non la dovete perdere per nulla al mondo. È disponibile dal 6 aprile sulla piattaforma, è composta di dieci episodi a cui, forse, seguiranno altre due stagioni. Seppure, la produzione sia dello studio A24 lo stesso di “Everything everywhere all at once”, il risultato è ben diverso. La serie si sviluppa in modo chiaro ed ordinato e andrebbe vista anche solo per la bellezza dei titoli di ogni singolo episodio.

Tutto inizia per un litigio in macchina, una di quelle zuffe tra automobilisti che è capitata a tutti almeno una volta nella vita. Danny (il protagonista) sta uscendo dal parcheggio ma è distratto e Amy (la co-protagonista) gli suona pesantemente e gli fa un gestaccio così lui la insegue fino a casa e le prende il numero di targa. Da qui inizia lo scontro tra i due che sono entrambi asiatici trapiantati negli Stati Uniti ma vivono in condizioni del tutto diverse. Amy è una immigrata che ce l’ha fatta ha un suo business di successo, un marito e una figlia, vive in una bella casa che lei stessa ha comprato e arredato. Danny, invece, cerca di sbarcare il lunario, vuole a tutti i costi compare un terreno e costruire una casa per i suoi genitori e vuole che loro siano orgogliosi di lui. I due personaggi si sfidano e si avvicinano sempre di più in ogni puntata condita da dialoghi veloci ed intelligenti con una ironia unica e tagliente.

Tante le battute sull’ essere asiatici su determinati luoghi comuni a su alcune ipocrisie dei nostri tempi.

Tuttavia, nonostante ci siano dei momenti quasi da action movie, sono tutti “specchietti per la allodole” perché il vero cuore pulsante della storia non è la sfida tra i protagonisti ma la sfida con noi stessi. Una sfida costante che ci logora perché siamo i nostri peggiori nemici, ma, allo stesso tempo, ci migliora. Una guerra che ci porta alla meta: la comprensione e l’accettazione di noi stessi. Quello che tutti vogliamo è essere ascoltati ma, soprattutto, capiti, tuttavia, la condizione per essere capiti è conoscersi, e solo con una sfida costante con noi stessi possiamo riuscirci. Insomma, vi consiglio questa serie che, avendo anche una accattivante parte action, può essere vista anche da un pubblico che ha bisogno di essere “attirato” ma che, nonostante questo, non si snatura nel messaggio e nella scrittura.

 

 

(2 giugno 2023)

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