10.5 C
Roma
martedì, Novembre 29, 2022

Corpus Christi, la messa laica del regista Jan Komasa

-

di Giuseppe Sciarra

La Polonia è tra i paesi dell’ex Unione Sovietica che negli ultimi anni si è più radicalizzato su una politica nazionalista, xenofoba e omofoba agghiacciante che ha suscitato indignazione e proteste in tutti quei paesi d’Europa che vogliono lasciarsi definitivamente alle spalle i fantasmi del loro recente passato, e a cui il cinema d’autore polacco e il mondo dell’arte in generale ha risposto con opere di valore pur di difendere da un nuovo regime fintamente democratico, la bellezza e la cultura di un paese magico, che ha dato i natali ad artisti indimenticabili, un nome su tutti, Fryderyk Franciszek Chopin.

“Corpus Christi” è un film che parla della Polonia di oggi, quella che ha trovato nella cristianità più bigotta e rigida la sua valvola di sfogo alle violenze subite da generazioni. Girato dal regista Jan Komasa che già dal lontano 2011 si era fatto notare con l’inquietante “Suicide Room”, il film è stato presentato nel 2018 con enorme successo al Festival del Cinema di Venezia, ottenendo da lì in poi una valanga di premi e riconoscimenti prestigiosi culminati dalla candidatura al premio oscar come migliore film straniero alla 92ª edizione degli Academy Awards.

La pellicola vede come protagonista, il giovane e violento Daniel, il cui atteggiamento freddo, apparentemente privo di alcuna forma di umanità e i capelli rasati alla naziskin, vengono portati in scena davanti la macchina da presa da un magistrale Bartosz Bielenia, un Cristopher Walker dei paesi dell’est, più attraente e quasi androgino – all’inizio del film stenti a capire se Bielenia sia una donna o un uomo. Quest’ambiguità rende il suo personaggio più fascinoso e perfetto per incarnare ciò che vedremo dopo la prima mezz’ora del film: un uomo di chiesa, che incarni ciò che c’è arrivato del Cristo attraverso miriadi di iconografia: un essere divino che è uomo, donna, uomo e donna allo stesso tempo.

Trama parziale perché non faccio spoiler: Daniel è un ragazzo molto violento rinchiuso in un riformatorio che dopo aver finto di essersi pentito dei misteriosi errori commessi in passato, è finito ad aiutare il prete dell’istituto di detenzione a celebrare la messa. Un giorno gli viene dato come premio per la sua condotta solo apparentemente impeccabile la possibilità di andare a lavorare in una falegnameria per imparare un mestiere. Rifiuterà questo contentino che gli viene regalato dalla società dei giusti (con molto virgolettato) per spacciarsi come prete alla piccola comunità rurale vicino alla falegnameria in cui avrebbe dovuto spaccarsi la schiena; comunità tra l’altro segnata dalla perdita di alcuni ragazzi del posto a causa di un incidente stradale causato forse da un uomo ubriaco, morto anche lui nel terribile scontro, o forse no. Diventato prete e avendo sperimentato sulla sua pelle cosa significa sbagliare ed essere, passatemi il termine, un peccatore, Daniel rivoluzionerà la vita dei fedeli della sua parrocchia con messe laiche fuori dalla norma, incentrate da un pensiero sulla morte, sul peccato e sul senso di fede e di giustizia divina assai più vicino all’uomo rispetto a certe noiosissime omelie che blaterano del nulla limitandosi a raccogliere le offerte dei parrocchiani.

Con una sceneggiatura ardita, poetica, ribelle e anche un po’ pasoliniana, il film ci avvicina alla fede – lo scrivo da laico – perché è una fede che si interessa realmente dei mali dell’uomo e non offre ad soluzioni a buon mercato ad esempio ai genitori che hanno perso i propri figli giovani dopo quel terribile incidente o a chi non accetta facilmente la scappatoia del perdono. Con una fotografia incentrata su tonalità scure, oscillanti tra il grigio e il celeste chiaro, dunque tra la luce che fa parte della parte più bella della nostra essenza di esseri umani e il grigiore a cui la quotidianità può costringersi, con un finale superlativo e spiazzante, “Corpus Christi” è il racconto di una redenzione di un’umanità che cerca la fede a modo suo, con le proprie leggi prima ancora che con quelle che gli vengono imposte.

 

(16 marzo 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 

 



POTREBBERO INTERESSARTI

Pubblicità
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: