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mercoledì, Giugno 29, 2022

“Freaks Out” di Gabriele Mainetti

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di Laura Salvioli

Mainetti con il suo primo successo “Lo chiamavano Jeeg robot “mi aveva veramente conquistata. Il super eroe di Tor bella monaca che acquisisce i super poteri cadendo nel Tevere per chi è di Roma è veramente una scelta che può solo convincere e far gridare alla genialità. Tuttavia questo secondo film mi ha lasciata un po’ perplessa, nonostante a livello estetico sia impeccabile per gli effetti speciali, i costumi, le ambientazioni, relativamente alla sceneggiatura è carente a mio parere. Ci sono tanti input non ben sviluppati e probabilmente anche la tematica del nazismo essendo un argomento che è stato trattato molto, anzi direi quasi troppo non ha contribuito alla originalità della storia. Sicuramente i quattro protagonisti che sono dei tipici fenomeni da baraccone hanno molto fascino ma non vengono ben approfonditi i loro “poteri” e le loro storie personali, eccezion fatta per Matilde interpretata da una deliziosa Aurora Giovinazzo. A livello di interpreti non ho molto da criticare sicuramente Santamaria e la Giovinazzo spiccano Castellitto in alcune scene funziona in altre meno, ma nell’insieme non è quello che non ha fatto brillare il film.

Ci sono anche, come nel film precedente, molte scene comiche alcune riuscite ed altre meno, anche qui ripeto per via della tematica dell’orrore nazista su cui è difficile, a mio parere, ironizzare. Certo il partigiano gobbo interpretato da Max Mazzotta che parla in un accento tra il calabrese ed il lucano qualche risata la strappa ed anche il quartetto dei protagonisti ma tutto in uno stile che strizza molto l’occhio alla Marvel e a Tarantino. La sensazione che ho avuto è che ci fosse la voglia di riprodurre determinate scene come forse il regista le aveva nella mente senza che le stesse fossero, però, sorrette da una sceneggiatura solida. E non è sufficiente mettere delle scene di esplosioni e guerriglia, per quanto fatte molto bene, per sopperire ai problemi di sceneggiatura. Poi bisogna capire quale fosse l’obiettivo dell’opera, ammesso che ogni prodotto artistico lo debba avere. Se l’intenzione era quella di produrre un kolossal all’italiana, e credo lo fosse, allora è stato raggiunto. A livello di effetti speciali messa in scena e cast sicuramente tuttavia, è la parte più autoriale che, a mio parere, in Jeeg robot non era stata sacrificata, che qui manca. C’è molta inventiva in alcune scelte ma poi ci sono troppi clichè in cui quel guizzo momentaneo si perde. In conclusione, gli elementi estetici ed il budget per il kolossal ci sono ma per me manca l’anima autoriale e di originalità che in Jeeg robot si era salvata e ci aveva regalato un prodotto in cui la parte autoriale e quella pop erano in perfetto equilibrio.

 

(14 novembre 2021)

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