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venerdì, Gennaio 27, 2023

“La Stranezza”. Se non vi piace (se non vi è piaciuto) gli strani siete voi

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di Laura Salvioli
Questo film di Roberto Andò è uscito nelle sale il 27 ottobre e racconta lo strano ed improbabile incontro tra Luigi Pirandello e due commedianti siciliani. Il tutto sarebbe avvenuto quando il maestro, tornato in Sicilia per il compleanno di un suo amico, scopre che la sua amata balia è morta. Venuto a sapere del triste evento si rivolge ai due becchini del paese che, casualità, fanno anche i commedianti. Pirandello è interpretato da Toni Servillo e i due commedianti da Ficarra e Picone che sono assolutamente credibili nel loro ruolo che è sia comico che tragico. Il film è in parte in dialetto siciliano con i sottotitoli e questo dà sempre un fascino maggiore a qualsiasi testo, i dialetti riescono ad esprimere anche quello che l’italiano non sa e non può dire. Tutta la pellicola è segnata dal fatto che che Andò è, soprattutto, un regista teatrale tanto è vero che sceglie di raccontarci una pagina fondamentale nella storia del teatro. Nel suo racconto che, ovviamente, è immaginario, si suppone che Pirandello si ispiri ai due commedianti siciliani nel concepire il suo storico spettacolo “Sei personaggi in cerca d’Autore”. Andò inventa una storia con la quale vuole mostrare il processo creativo che il Maestro potrebbe aver seguito nel concepire l’opera che lo porterà ad essere Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Per uno spettatore di oggi è scontato vedere attori teatrali entrare dalla platea o recitare di schiena al pubblico ma allora non lo era affatto, e fu proprio Pirandello ad essere un pioniere con “Sei personaggi in cerca d’Autore” con il così detto “metateatro “che consiste nel far mettere in scena ai personaggi sul palco una seconda rappresentazione all’interno della prima, mettendo così in rilievo la natura illusoria della rappresentazione stessa. Infatti, quella che più risalta come tematica del film è proprio il rapporto ambiguo tra il vero ed il falso, la recita e la realtà. Sono proprio i due commedianti, infatti, che ad inizio film spiazzano Pirandello dichiarando con assoluta certezza che ciò che avviene sul palco in teatro è assolutamente vero. Ed è poi questo il fil rouge di tutta la storia il rapporto tra il vero ed il falso e soprattutto quanto di vero c’è nel teatro, cioè quanto il teatro rubi dalla vita reale. Il così detto “teatro nel teatro” di cui Pirandello è creatore usa tecniche che già esistevano ma lo fa ponendo il teatro come finzione scenica ed il metateatro come discussione di tale finzione. Sappiamo, infatti, che l’ossessione di Pirandello era proprio smascherare la magia della creazione artistica per poter sbattere in faccia allo spettatore tutto quello che c’è dietro al teatro per farlo apparire la totale finzione che, effettivamente, è. Vi consiglio di vedere questo film che riesce a far ridere e, allo stesso tempo, a farci ripassare una delle pagine più affascinanti della letteratura italiana e del teatro.

 

(27 novembre 2022)

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