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mercoledì, Giugno 29, 2022

One Second, il Cinema ed il deserto, il deserto ed il Cinema

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di Laura Salvioli
Zhang Yimou non poteva sbagliare proponendo un film che ama il cinema e lo celebra in ogni modo, un film piccolo e delicato, un gioiellino da godersi fino all’ultimo secondo. La storia è ambientata in un piccolo villaggio di un distretto della Cina comunista negli anni 50/60 ed è di impatto notare come in un luogo così remoto e sperduto riesca comunque ad arrivare il cinema. E non solo il cinema arriva, ma viene accolto con trepidante attesa da tutti i cittadini del piccolo centro dove la storia si svolge.

Il protagonista della nostra avventura è un fuggiasco che insegue una pellicola dove potrà finalmente vedere la figlia in un fotogramma del cine giornale che viene mandato sempre prima del film. Nel suo forsennato inseguimento il nostro Zhang incontra vari personaggi tra cui una ragazzina di nome Liu che tenta anche lei di rubare la pellicola e lo spassoso Signor Cinema. Quest’ultimo è un personaggio iconico che nel villaggio si occupa appunto delle proiezioni e per questo è trattato con enorme rispetto da tutti, perché il cinema viene visto come l’evento aggregativo per eccellenza. E si è pronti a tutto per salvarlo: anche a pulire con precisone maniacale metri e metri di pellicola perché il cinema va trattato con rispetto e va amato in ogni fotogramma. In una specie di Nuovo cinema paradiso in versione cinese Zhang Yimou ci ricorda una volta in più cosa il cinema poteva essere ai suoi albori e cosa è ancora oggi. Il cinema, infatti, può lanciare messaggi anche politici e cambiare le menti, ma può essere anche piccolo, può essere un’evasione o un ricordo che seppur breve, seppur di un solo secondo, vorremmo tenere sempre con noi.

Ed è bello come il film inizi e finisca in un deserto come se l’alternativa al cinema, alla sua magnificenza, alla sua ricchezza e potenza evasiva sia il deserto cioè il vuoto delle nostre misere vite reali.

 

(9 gennaio 2022)

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