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domenica, Maggio 29, 2022

“Promises”, certe promesse o le mantieni o non le fai

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di Laura Salvioli
Stavolta dovrò essere cattiva, lo dico, lo premetto, ma questo non vi salverà dalla mia cattiveria. Ho deciso di vedere questo film per due motivi: uno è Favino che non è mai una delusione e l’altro è perché è su Amazon prime video ed è quindi di facile fruizione.  La trama è semplice racconta della vita di un uomo ovviamente ricco, ovviamente piena di esperienze super affascinanti e, vissuta, non si capisce bene perché, tra l’Italia la Francia e l’Inghilterra. Sebbene l’incipit mi sia piaciuto per la scelta musicale, per il movimento di macchina, come anche per i riferimenti a Proust, poi non ho visto altro che cliché. Non possiamo, a mio parere, al giorno d’oggi permetterci più di realizzare film basati su luoghi comuni triti e ritriti, ancora di più se li offriamo su una piattaforma famosa e facilmente accessibile come Amazon prime video. Io capisco il fascino degli amori irrealizzati o irrealizzabili che sono perfetti proprio perché non si confronteranno mai con la realtà, ma questo tema va anche saputo affrontare senza essere banali. Ho notato uno sforzo quasi fastidioso nel voler mettere rifermenti letterari per cui una persona di cultura media possa gonfiare il petto per aver riconosciuto la fonte da cui provengono. Come dei baci perugina per radical chic che, però, messi in bocca a tutti i personaggi non risultano credibili, almeno per me. Per non parlare poi della obbligatoria quota “rosa” rappresentata dall’amico gay e dall’amico straniero che ormai sono un must di ogni film e serie tv mainstream o della immancabile tovaglia a quadri rossi e bianchi che ci trasciniamo dai tempi di “Lilli e il vagabondo” come metodo infallibile di geolocalizzazione della penisola italica. N
on voglio dire altro per non fare spoiler ma, in fin dei conti, certi film si spolierano da soli; quindi, non posso aver fatto troppi danni. Una delle poche cose che salvo oltre a Favino, è la canzone di De Simone “Conchiglie” sul finale che è ovviamente, indie, è per me stupenda. Certo qualcuno potrebbe dirmi che è un film e, in quanto tale, notare tutti questi dettagli legati al reale è inutile ma, forse, la verità è che se li noto è perché il film non ha quella carica emotiva che dovrebbe avere è che mi avrebbe fatto scordare di tutti suoi cliché. Un po’ come quando ci si innamora e non si nota che il nostro lui o la nostra lei hanno la pancetta o le mani piccole perché indossiamo i magici occhiali dell’amore che ci fanno vedere tutto rosa anche il nero più profondo.

 

 

(5 aprile 2022)

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