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lunedì, Giugno 24, 2024

Rapito di Marco Bellocchio. Una “pizza” in faccia ma, bella, data con stile

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di Laura Salvioli
Questo film è uscito nelle sale il 25 maggio ed ha ricevuto a Cannes un’accoglienza molto calda ed entusiasta. Bellocchio non ne sbaglia una. Dopo “Esterno notte” ed “il Traditore” sforna un’altra opera degna di nota. La trama è molto particolare: siamo nel 1858, quindi poco prima dell’Unità d’Italia, a Bologna e un bambino di sei anni ebreo viene “rapito” per ordine del Papa per essere cresciuto secondo la fede cristiana perché pare sia stato battezzato dalla balia. La storia è vera e creò non poco scalpore all’epoca, quando il Papa, Pio IX, era anche Re sul territorio pontificio. Il Papa in questione venne eletto nel 1846 regnò per ben 31 anni tenendo le redini della Chiesa in periodi storicamente molto delicati. La breve parentesi della Repubblica Romana prima, i tumulti che portarono all’Unità d’Italia, poi, furono fasi di grossa crisi per la Chiesa Cattolica. Soprattutto Pio IX rimase famoso per aver reintrodotto la pena di morte nello stato Pontificio che era stata abolita durante la Repubblica Romana (peraltro è stata definitivamente rimossa nel solo nel 2001 dalla legge vaticana). Il piccolo Mortara, il protagonista del film, venne strappato dalla sua famiglia a soli sei anni e portato a Roma in seminario, diventerà, infatti, prete. Verrà indottrinato fin da piccolo alla fede cristiana che lo userà come una marionetta nelle sue mani. Il caso, nonostante, venne portato nei tribunali del “neonato” Stato italiano rimase impunito e viene descritto nel film senza sconti per nessuno.

Forse il bello del modo di Bellocchio di raccontare è proprio questo. Non ci sono ovvietà, nessuno si salva e non è mai scontato capire chi sia il buono e chi il cattivo proprio come nella realtà. Ma, nonostante, il realismo Bellocchio non dimentica mai di essere regista e ci regala scene che gridano ben più della sceneggiatura. Come la sequenza in cui mette a confronto le preghiere che il bimbo protagonista recitava a casa con la sua famiglia di religione ebraica con quelle che gli vengono imposte dalla sua nuova fede cristiana. Come a far notare la spontaneità e la dimensione intima delle prime e la pomposità delle seconde.

Insomma, vi consiglio vivamente questo film ancora di più perché in molte sale dal 16 giugno fino al 16 settembre il cinema costa solo tre euro e cinquanta e i bei film vanno visti al cinema.

 

(23 giugno 2023)

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