L’ultimo Vitali nella commedia di Andrea D’Emilio

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di Ghita Gradita
Ghita Gradita

Il nuovo film di Andrea D’Emilio, Dodo e la Principessa, è una commedia frizzante e spensierata che può contare su un cast ricco di volti noti della comicità italiana, da Alvaro Vitali a Enzo Salvi. Da sottolineare anche le partecipazioni di Massimiliano Buzzanca e Francesca Rettondini, che arricchiscono ulteriormente un ensemble eterogeneo e divertente.
Si tratta di un’opera giovane e leggera che coinvolge nel cast anche diversi influencer, nel tentativo di avvicinare diversi tipi di pubblico. Nei ruoli principali troviamo Alessandro Lazzerini, Martina Tellone, Giuseppe Cattani e Ilde Mauri.
Il film è prodotto da Ipnotica Film e presentato da Alberto De Venezia e Sandro Lazzerini. Presentato al Giffoni Film Festival, Dodo e la Principessa si inserisce nel solco della commedia popolare italiana, mescolando romanticismo, comicità slapstick e atmosfere da favola moderna.

La storia segue Dodo, un cameriere squattrinato impiegato in un hotel di lusso. Un giorno, però, sembra profilarsi l’occasione della vita: conoscere la Principessa di Valanga, ospite della struttura per una vacanza. Con l’aiuto del suo inseparabile amico Lello, Dodo cercherà di fare da cicerone alla Principessa e alla sua amica, la Marchesa du Sciaz. Naturalmente, nulla andrà secondo i piani e il protagonista finirà per combinarne di tutti i colori. Ma forse sarà proprio la sua spontaneità e la sua genuina ingenuità a conquistare il cuore della Principessa.
L’opera è una commedia divertente e, a tratti, surreale, retta da un montaggio ritmato che accompagna con intelligenza il lavoro della regia. Nel film sono presenti numerose citazioni al cinema hollywoodiano d’intrattenimento e all’umorismo dissacrante dei Monty Python, elementi che contribuiscono a creare un immaginario colorato e sopra le righe.

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Andrea D’Emilio costruisce così una fiaba contemporanea che punta soprattutto sull’evasione e sul divertimento, senza la pretesa di lanciarsi in riflessioni piĂą profonde.
Da segnalare anche la presenza di Alvaro Vitali in una delle sue ultime apparizioni cinematografiche, un dettaglio che dona all’opera un ulteriore valore affettivo per gli amanti della commedia italiana. Particolarmente apprezzabile è anche il lavoro sulla fotografia, curata e valorizzata da una tavolozza cromatica vivace che ben si sposa con il tono fiabesco della narrazione.
Se il film convince per ritmo e leggerezza, qualche perplessitĂ  emerge nell’interpretazione del protagonista, che in alcuni passaggi appare meno incisivo sul piano comico rispetto a quanto il personaggio richiederebbe. PiĂą riuscita, invece, la prova dell’antagonista maschile, che con carisma e naturalezza contribuisce a dare equilibrio alle dinamiche narrative.
Nel tentativo di mescolare la commedia con altri registri di genere, il film alterna momenti riusciti ad altri meno efficaci.

Nel complesso, Dodo e la Principessa è una commedia leggera e gradevole, pensata per un pubblico alla ricerca di svago e buonumore. Tra equivoci, gag, romanticismo e citazioni cinematografiche, il film riesce a regalare un intrattenimento sincero, conservando quello spirito fiabesco e ingenuo che rappresenta il suo principale punto di forza.

 

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(26 giugno 2026)

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